Scazzottata interiore: dialogo tra oche e umanità

Vediamo se con un solo post riesco a fare incazzare animalisti e non, riunendoli in un’unica grande famiglia.
Questo è un dialogo tra me e me. Tra la Santisella che non mangia carne da quasi vent’anni e quella che la fa mangiare alle sue figlie.

La prima la chiamo Santisella Ripa di Meana, siglata SRM, l’altra la chiamerò Santisella Kombattente Zapatista, SKZ.

Sul 4, in viaggio verso l’ufficio di via Onorato Vigliani.

SRM: “Stanotte non ho chiuso occhio: quelle povere oche spennate vive mi hanno angosciata. Mi veniva da vomitare pensando al dolore che quegli esseri indifesi dovevano subire per fare dei minchia di giubbotti da cabinotti menefreghisti”.
SKZ: “Sai che non si dice più cabinotti dal 1994? Comunque Santisella che ti devo dire? Di motivi per non dormire la notte ce ne sarebbero tanti da non chiudere occhio per sei vite. E poi, cazzo, proprio tu che stai sempre su internet e sei vegetariana da illo tempore, ma proprio tu non sai come si fanno i piumini?!?”.
SRM: “Non è che non lo sapessi, e nemmeno che facessi finta di non sapere, ma vedere e sentire il dolore è diverso. Tutti i giorni io posso adoperarmi per migliorare nel mio piccolo questo mondo: non mangio la carne, evito pelli e pellami, faccio un minimo di consumo critico per cosmetici e tutto il resto. Boicotto e mi informo. Provo a trasmettere alle bambine il valore della vita, anche degli animali”.
SKZ: “Che cellulare usi Bernadette?”
SRM: “Intanto stai tranquilla, che mi pigli per il culo per sminuirmi. Ho l’IPhone che ci ha prestato Michela, no?”.
SKZ: “Scusa, non volevo offenderti ma a me tutto sto buonismo e sta sensibilità quando si parla di animali e non di uomini mi infastidisce. Ok, torniamo al nostro telefono: tu sai cosa è il coltan, no? Ebbene, tutti quelli che smanettano su IPhone e Samsung e tramite i post scritti da questi cellulari piangono per le oche, non si indignano anche per i bambini congolesi?Oppure aspettano di vedere un servizio in televisione in cui si vedono i bambini soldato o quelli che muoiono a vent’anni per la radioattività del coltan? Perché, perché ci si riesce a indignare solo se protagonisti sono esseri indifesi come oche spiumate e orse trucidate?”
SRM: “Ma che significa? È ovvio che inorridisco se penso alla vita di quei bambini che sono nati nel posto sbagliato e nel momento sbagliato. Ma anche quella delle oche si chiama sfruttamento, come quella delle galline in batteria, come quella delle mucche. Parliamo dei cuccioli di bufala uccisi per far continuare a far produrre latte alle mamme senza però allattare i piccoli? Partiamo a monte: quando l’uomo crede di essere più forte e potente, allora tende a far soccombere e a sfruttare chi è più debole. Che siano bambini del Terzo mondo, che siano donne in Iran, che siano oche in Italia”
SKZ: “Che siano lavoratori sfruttati. Io l’ho visto quel video e la cosa che mi faceva vomitare veramente era come la Moncler avesse preso gli aiuti statali italiani per poi andarsene e far spiumare le oche altrove, dislocando i processi produttivi per abbattere ulteriormente i costi. Sai, perché un piumino Moncler costa poco…”
SRM: “Questo è un altro discorso, non esistono diritti di fascia A e di fascia B”.
SKZ: “È proprio qui che sbagli. Per me esistono i diritti di serie A e di serie B. E lo dico ad alta voce, dalla mia esperienza di vegetariana ma anche di essere vivente in questo mondo”.
SRM: “Quando fai così sei demagoga. Quando fai così mi sembri ottusa: come fai a non vedere un disegno più grande, quello in cui tutti gli oppressi si ribellano. Animali e persone, insieme”.
SKZ: “Amen. Ma tu senti cosa minchia dici. Certo che mi piacerebbe che le oche stessero bene e firmassero la liberatoria per far raccogliere le loro piume solo se cadute naturalmente. Ma mi fa molto più incazzare che esista un giubbotto che costi quanto uno stipendio. Se chiudo gli occhi, oggi, Santisella, ma anche ieri e l’altro ieri, rivedo la faccia tumefatta di Stefano Cucchi. Vedo i poveri messi contro i più poveri che insieme si alleano per discriminare gli ultimissimi. Vedo i pullman da apartheid, quello per Rom e quello per Non Rom. Se mi tappo le orecchie sento Renzi che… Lasciamo stare, che sparare su Renzi è troppo semplice”.
SRM: “Tu non mi ascolti e pretendi di avere sempre ragione. Non vuoi capire che un dolore non esclude l’altro. Che una lotta per far valere un diritto, in questo caso degli animali, non esclude quello di un operaio che scende in piazza. Si lotta per stare meglio. Si spera di stare meglio”.
SKZ: “Tu invece non vuoi capire che molte volte si accentua la propria sensibilità nei confronti degli animali perché sono più semplici, perché non ribattono. Perché ci fa sentire migliori prendere le loro parti. Ci mette dalla parte della ragione, sempre. Perché, qui sul 4, se fai un sondaggio adesso, il 99% si mostrerà indignato per le oche. E sempre il 99% dirà che è giusto che i Rom non salgano sul nostro stesso mezzo, perché puzzano, perché rubano, perché infastidiscono… Perché, ripeti con me, è molto più semplice stare con chi è carino e coccoloso e non con chi può anche infastidire”.
SRM: “…”
SKZ: “…”
SRM: “Gli animali non hanno voce. Qualcuno deve usare la propria per farsi portavoce dei loro diritti”.
SKZ: “Sono d’accordo. Ma in questo momento storico no, non è la mia priorità. La mia priorità sono le persone che, prese a una a una sono speciali, contengono moltitudini, raccontano storie, vivono ognuna un romanzo. Hanno idee, anche differenti, ma sono forme geometriche solide. Invece, quando si mettono insieme, diventano una forma geometrica piana, senza spessore. Senza voglia di arrabbiarsi. Eppure, guardati attorno, ci sono solo facce incazzate”
SRM : “Ognuno ha i suoi problemi, le sue angosce. Io certe volte invece credo che l’essere umano viva certe depravazioni esistenziali perché è senza umanità. Penso che ce lo meritiamo di essere così”
SKZ: “E quindi smettiamo di lottare per noi e difendiamo le oche?”
SRM: “Quindi… Quindi se l’uomo non ha speranza perché fondamentalmente cattivo, allora meglio gli animali. Si”
SKZ: “Quindi lasciamo stare va. Alzati che dobbiamo scendere”
SRM: “Perché mi fai sempre scendere una fermata prima?”
SKZ: “Così respiriamo un po d’aria, così muoviamo le gambine. Così vediamo la gente che passa. Così se sorrido a qualcuno e quel qualcuno risponde al mio sorriso, allora so che vale sempre la pena di combattere”.

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Un pensiero su “Scazzottata interiore: dialogo tra oche e umanità

  1. “è molto più semplice stare con chi è carino e coccoloso e non con chi può anche infastidire”…ho quasi finito anche l’ultimo numero arretrato di internazionale, meno male che sei un fiume in piena.

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