Tre scialuppe in una foresta: cronaca di un concerto subsonico

Facciamo così, voi fate finta che sia appena finito il concerto di Torino dei Subsonica. Fate finta che io sia arrivata a casa di notte, sudata e piena di adrenalina, e mi sia fiondata sulla tastiera. Entrate nell’atmosfera.

Premessa 1: io voglio tanto bene ai Subsonica. Come tanti miei coetanei sabaudi noi consideriamo ‘sti cinque smandrappati come parenti stretti, quelli per cui andare orgogliosi ogni cosa facciano. Anche se “non sono riusciti a bissare Microchip emozionale”.

Premessa 2: da quando era nella mia pancia, al settimo mese, Micol viene con me ai concerti. Per cui la fanciulla si è fatta, oltre a Subsonica live a manetta, anche Muse e Robbie Williams. Tanto per.

Premessa 3: se non fosse stato per mamma&sorella che ci hanno regalato i biglietti, detta con onestà, questo giro l’avremmo tristemente saltato. Invece, abbiamo saltato al palazzetto. Insieme, tutte e tre, Alice compresa. Nel concerto più bello della mia vita.

Eccovi la blog-cronaca di una mamma single al concerto dei Subsonica!

17.34 Manata in testa per aver dimenticato di lasciare a mia madre il pane per i classici pani anzi da concerto.

17.35 Sorriso rilassato: conoscendo mia mamma ci sarà la borsa frigo pronta per me. Ma soprattutto per le sue nipotine.

18.02 Saluto tutti con il sorriso beato di chi davanti a sè ha almeno sei ore di sesso tantrico.

18.06 Sono talmente in uno stato di grazia che riesco a pagare la sabbia dei gatti € 6,90 invece dei soliti 4. Me ne renderò conto soltanto il giorno dopo.

19.02 Mi fiondo in casa e in un turbine mi lavo i denti, le ascelle, mi cambio, cambio pure la sabbia ai gatti, porto giù Lola, recupero carta d’identità e mail di acquisto biglietti e viaaaaaaa

19.48 Le mie bambine e io montiamo sul 4 così: Micol con il muso perché le ho detto che il giorno dopo non l’avrei mandata a scuola; Alice incuriosita dai capelli della vecchietta seduta davanti al suo posto. Io sorrido.

19.50 Micol non ha ancora detto una parola. Alice ha cominciato a spidocchiare la vecchietta. Io sorrido.

19.54 La vecchietta scende con una cofana cotonata che nemmeno Marisa Laurito. Micol si dimentica di avere il muso e si guarda intorno. Io sorrido.

20.31 Micol&Alice&Santisella scendono alla fermata. E sorridono.

21.04 Dopo aver trovato il palazzetto, fatto la fila per ritirare i biglietti, risposto ad Alice e alle sue trecento domande, salutato un sacco di amici, trovato il nostro settore, finalmente, entriamo!

21.12 La scalata agli ultimi posti liberi è riuscita. Ci sediamo, ci sistemiamo, togliamo i giubbotti, tiriamo fuori i panini e Alice dice: “Mi cappa pipì”. In due minuti scendiamo, sbirciamo la coda al bagno che sembra più un girone dell’inferno delle uretre deboli. Opto per il cortile fumatori. Alice: “Pipì come i cani, mamma?”. Santisella: “Yeah”.

21.17 BOATO!
Alice: “È la mia festa!”
Micol: “Samuel mi pare un po’ invecchiato”

E salti, applausi, salti, canzoni, applausi, grida, salti e ancora salti. E pure applausi. E ancora due salti.

21.48 Nuvole rapide. Come rapidamente si riempie la vescica di mia figlia. Alice: “Mamma, cappa pipì”. Ingoio un urlo contro il cielo, anche perché non c’era traccia di Ligabue, acchiappo la rana, volo giù dagli spalti e corriamo in bagno versione post atomica. Minzione per lei, minzione per me. E ancora su, dalla primogenita che poga con se stessa come una squinternata. Santisella: “Micol ci abbiamo messo tanto?”
Micol: ” Non mi sono manco accorta di niente”.
Alice: “Ho sete”. Scambio di sguardi terrorizzati tra me e Micol. Poi do alla piccoletta la bottiglia e mi faccio il segno della croce.

22.12 Micol si appropria di una sedia. Alice comincia a squartare anche il quinto panino, mangiando il dentro e lasciando a me e a sua sorella il nudo pane.

22.19 Micol: “Mi sa che domani non vado a scuola mamma”.

22.21 Alice: (Ditelo in coro con me) “Mi cappa pipì”. Ruggisco e mi guardo intorno. Impossibile scendere senza rischiare di farci male. Guardo Alice e le dico che non possiamo. Le dico piuttosto di farsela addosso che tanto ho il cambio dietro.
Alice con gli occhietti a fessura: “Poi tu mi ghidi”.
Santisella con gli occhi colmi di lacrime: ” Non ti sgrido, davvero. Ti cambio. Alice non possiamo scendere, lo vedi il delirio”.
La sua risposta: il pianto. Che dura una canzone e mi fa sentire un essere demoniaco e merdoloso. Al termine la guardo e le dico: “Dai Alice, andiamo a fare pipì”.
Alice: “No, la tengo”. E le fessurine degli occhi erano sempre più -ine tanto che si sarebbe pisciato addosso pure Clint Eastwood. E, sfortunatamente, per lui non avrei avuto il cambio.

22.37 Alice balla e canta, Micol resta da tempo sulla sedia e muove le gambette.

22.56 Aspettavo questa canzone. L’odore. Una delle mie preferite in assoluto. Mi carico e grido: “Ragazze, siete pronte?!”. Poi mi giro. Micol dormiva con la testa poggiata al muro, la bocca aperta e gli occhiali storti. Alice era seduta a mangiare non so quale interno di non so più quale panino. Mi siedo e comincio a ridere. Felice.

23 e qualcosina
Momento indimenticabile. Suonano Il diluvio. Samuel ordina a tutti di acquattarci a terra. Noi tre ovviamente eseguiamo. E poi…. saltaaaaaa! Le bambine l’avrebbero fatto e rifatto per ore, credo.

23 e un po’
I Subsonica intonano una versione slow di Tutti i miei sbagli. Micol&Alice&Santisella si ritrovano a chiudere la bocca solo al termine di questa meraviglia.

Finisce il concerto. L’adrenalina corre nonostante la stanchezza il male alle ossa. Alice finalmente si concede di fare la pipì. Micol arranca e si vede che è contenta, ma che lo sarebbe di più nel letto.

Sul 4 Alice tiene banco, per tenere sveglia Micol le faccio ripetere filastrocche e tabelline. Sul letto ascoltiamo un po’ di registrazioni fatte al concerto. Stabiliamo che Tutti i miei sbagli è la preferita di Micol. Colpo di pistola di Alice: peccato non ci fosse nella scaletta del concerto e non capisco come sia venuta in mente al mostriciattolo piscione.

Si spengono le luci. È l’1 passata. Ci abbracciamo. Sogni d’oro.

Grazie, Subsonica.

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