Tra Ovaie Allegre e Testosterone Boys io scelgo Matt Taylor

Campo di calcio. La partita che si sta svolgendo dura da qualche secolo e vede contrapposti i Testosterone Boys contro le Ovaie Allegre. Nonostante le tette sballonzolanti e il ciclo mensile, è stato da subito evidente che Ovaie Allegre avrebbe dato filo da torcere agli avversari: meno dotate tecnicamente ma più di sostanza, impostavano il gioco in verticale, sapendo che per vincere basta segnare un gol più degli altri. E questo le rendeva più veloci, più guizzanti, più incisive. Erano penalizzate da botte di individualismo che indeboliva il loro gioco testardo. Dall’altra parte i Testo Boys, molto più forti fisicamente, campioni nel gioco di squadra, gruppo sempre e a tutti i costi, sanno anche fraseggiare senza andare in gol, giocando su una prestanza fisica superiore puntando a far perdere la pazienza alla controparte.

Tendenzialmente avrebbe potuto essere una partita equilibrata, con botte di supremazie in alternanza, ma comunque un gioco che avrebbe fatto bene a entrambe le squadre.

Invece. Invece non si sa bene perché l’idea che tutte quelle tette sballonzolanti e quei culetti saltellanti potessero anche vincere, ogni tanto, sembrava non andasse bene alle Federazione Assoluta Superiore, da qui in avanti FAS. Va bene oggetti del desiderio, trofei da esposizione, dolci accudenti mammine prima e tenere e accondiscendenti mogliettine poi, ma avversarie di pari grado no. Giammai. Per cui la FAS che s’inventa? Tira fuori un vecchio libro scritto da uno che il calcio nemmeno lo amava, e stabilisce regole diverse per i componenti delle due squadre. Perché le Ovaie sono il Male, mentono e tradiscono e ci hanno pure buttati fuori dal Gardaland della Goduria, l’Eden, per un cazzo di attacco di fame. Insomma, siete cattive Ovaie. Cattive, cattive.

Da quel momento in poi per fare punto ai Testosterone basta fare gol, alle Ovaie ne servono tre. I Testosterone possono occuparsi esclusivamente della partita, alle Ovaie tocca guardare i propri figli, avuti dagli avversari, andare alle riunioni, lavarne i vestiti sporchi, procurare il cibo e prepararlo per tutti, per la cena di fine match. E nonostante questo le Ovaie non hanno a disposizione più cambi: se non arrivano alla partita all’orario di convocazione, vengono gentilmente salutate e mandate a sgranare i fagioli e a bagnare le piante grasse: il loro posto viene preso da un’altra Ovaia. Forse.

Un gioco squilibrato che ha frazionato ulteriormente le Ovaie: alcune giocano per sconfiggere i Testo Boys, a tutti i costi, altre per far vedere alle altre Ovaie chi è meglio, altre ancora perché con la divisa della partita tette e culi sono valorizzate. Altre giocano per arrivare al triplice fischio in pareggio. Festeggiando la reciproca dignità di esistenza, ammettendo di possedere difetti e punti di forza, esattamente come gli avversari. Firmando l’armistizio e provando a fare altro, oltre che giocare a calcio.

Ci sono stati periodi bui per le Ovaie. Ma anche impennate di lucidità. A un certo punto le ragazze, non si sa bene come, colte da un’ondata di consapevolezza, negli anni ’70 hanno cominciato un buon filetto di giocate tanto da avvicinare gli avversari nello score.

La svolta che ha portato a questo stato di grazia ha due facce: la consapevolezza dei propri punti di forza e la voglia di provare a diventare squadra. A fare gruppo.

Poi un altro momento buio, gli anni ’80, in cui il cambio di mister in panchina ha portato a un costante e disgraziato snaturamento del gioco. Le Ovaie hanno cominciato a giocare come i Testosterone. Un disastro. Hanno provato a mettere in campo un aggressività che non hanno e hanno lasciato in panchina i loro punti di forza: la generosità e l’empatia.

Quando le Ovaie hanno cominciato a scimmiottarle, i Testosterone si sono rasserenati. Dopo i momentacci passati negli anni ’70, quando il loro diritto di supremazia e superiorità dichiarato sempre a proposito di quel libro, nel frattempo scritto e tradotto in altre lingue, con altri personaggi, ma con la stessa morale, venne messo in discussione.

E veniamo a oggi. Oggi le Ovaie sono in stato di grazia. La storia della mela la ricordano in pochi, loro hanno cominciato a giocare nuovamente per arrivare al triplice fischio e non per altri motivi. Hanno ripreso a puntare alla porta usando le armi migliori che hanno, come la resistenza, la pazienza, la caparbietà. Hanno cominciato a ribellarsi a quei tifosi che quando sbagliano un passaggio le insultano buttandola nel sesso, come se le donne fossero soltanto cosce aperte. Come se si tornasse alla vecchia storia di quella cazzo di mela. E hanno cominciato a ribellarsi anche a quelle stesse Ovaie che ancora non hanno capito che bisogna giocare insieme per raggiungere l’obiettivo e che per insultare un’altra Ovaia, la sminuiscono dandole della troia.

Adesso siamo in un’altra epoca, fatta di Ovaie che apprezzano i Testosterone, e di Boys che tifano per le Ovaie. Tanti vorrebbero che la partita finisse. Che si andasse al cinema con più leggerezza, che si facesse del sesso tra amici, tra amanti, riparatore, quello del Grande Amore e quello dell’amore a tempo, quello brutto e quello occasionale. Che si facesse per il gusto di farlo, senza trasferire i dopo partita anche fra le lenzuola.

E poi, in questo clima, arriva quella grandissima testa di minchia dell’astrofisica Katie Mack che punta il dito sulla camicia di Matt Tylor giudicandola sessista. Cioè, l’uomo che rideva felice come un bambino per aver portato l’umanità su una cometa dopo dieci anni dalla partenza della missione, quello stesso che aveva gli occhi che gli brillavano al momento dell’accometaggio, proprio lui, è dovuto tornare in televisione per scusarsi di quella camicia perché lesiva della dignità delle donne.

No, io non ci sto. Io sto con Matt e dico a Katie che se deve rosicare lo facesse andando a correre, e non provando a umiliare uno che ha tutti i connotati del genio. Nerd e genio. Cara Katie, tu hai abbattuto la dignità delle donne e ci hai riportate a quel piano fatto di piccoli isterismi tipici del ciclo mestruale. Io mi sento offesa da te e mi comprerei quella camicia con le donnine nude con la pistola, la comprerei e la metterei. Non mi facesse cagare.

Cara Katie che non è apparsa sui giornali per aver fatto atterrare Rosetta sulla cometa, un concetto di una poesia struggente, e che tifa tanto le Ovaie Allegre, ti consiglio di occupare il tuo tempo provando a fare qualcosa per la tua squadra. Segui quello che accade alle spose bambine, alle vittime dell’infibulazione o degli stupri di massa, prova a documentarti sul femminicidio. Sulla violenza domestica. Provaci Katie. E se ti rimane tempo, tromba.

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