Le cose che ho imparato dalla Grecia – giorno 8

1. Villa Pontinos

A onor del vero questa terza meta ce l’ha consigliata la mitica Nena: ovvero, ci ha detto che da queste parti del Peloponneso avremmo trovato un’altra Grecia ancora, molto marittima e turistica. Effettivamente non sbagliava: la sera prima di partire abbiamo trovato una casa a Miloi tramite Booking, una sistemazione che sembrava bella in foto. Molto meno bella di come sia in realtà.

Per intenderci, sta a metà tra il ranch di Dallas e la dimora in campagna dei genitori di Topazio, la telenovela venezuelana degli anni ’90.

Si chiama Villa Pontinos, sta un un colle alle spalle di Miloi, a pochi minuti dalla spiaggia ed è arredata con pietre e legno scuro, con mobili antichi e importanti, solidi, non come quelli che trovi nelle varie case vacanza. Accanto alla nostra casa c’è quella padronale, in cui vive la famiglia.

  
 Il padrone di casa è Dimitri, un elegante signore che parla fluentemente francese (quella di Francia è la mia di perversione), poi c’è la moglie (bionda, minuta ed elegante… Pare davvero la mamma di Topazio) e il figlio più o meno dell’età mia e di Stefano, Jorgos, il quale ha un’azienda di import-export per il commercio marittimo. La mia sensazione è che la mamma di Topazio non sia anche la mamma di Jorgos, devo indagare in merito.

Insomma, per farla breve, siamo finiti in una casa di proletari.
Quando arriviamo a Miloi è Dimitri che ci viene a prendere e che poi ci mostra in seguito la casa, mentre la moglie ci porta marmellata e biscotti e Jorgos tre bicchierini del vino che fanno loro (il migliore bevuto in Grecia, per il resto il vino lascia davvero a desiderare. Oppure siamo stati sfortunati).

2. Ombrelloni gratis

La strategia è questa: stabilimento organizzato, con ombrelloni e sdraio e lettini gratis. Anche i giochi sono a disposizione come Monopoli, backgamon, racchettoni. Tutto free. In cambio tu consumi al bar del chiosco. Niente di esagerato, un caffè e un succo di frutta. E stai al mare a sollazzarti tutto il giorno, in un’acqua limpida e cristallina, in una delle spiagge più belle in cui io sia mai stata.

  

La strategia è vincente: quasi tutti sono più rilassati e spendono più volentieri in panini e bibite sapendo di non aver sborsato nulla per la sistemazione. Il contrario di quanto accade in Italia, mi viene da dire, che piuttosto che prendere una bottiglia d’acqua in uno stabilimento ce la portiamo da casa.

3. Prezzi discordanti

Mi viene da dire che la vita in Grecia costi meno che in Italia. Un trend comune in tutte le zone che abbiamo visitato. L’unica cosa che mi sconvolge sono i prezzi nei supermercati: lì sono uguali o più alti rispetto Torino, il che mi fa sorgere il dubbio sul fatto che alcuni possano essere supermercati per turisti e in altri posti acquistino i locali. Ma non ne sono sicura…

A Miloi effettivamente è un’altra Grecia, molto più internazionale. E i prezzi per gli allocchi di fuori li comprenderei. Ma a Koroni, che vive di un altro turismo, o addirittura a Stemnìtsa, tutti questi turisti non è che li abbia visti.

Nella foto una confezione da 1,5 l di latte parzialmente scremato: non proprio regalato direi.


4. Ospitalità greca

Che sia a nord o a sud, che sia ai monti o al mare, l’ospitalità greca ricorda quella del nostro sud: non è finta, non è furba, è genuina come il loro piacere nel mostrarti orgogliosi la loro terra.

Io i greci li amo proprio.

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