Le cose che ho imparato dalla Grecia – giorno 9 e 10

Micol&Alice,si sono innamorate di due micetti di 40 giorni che vivono a Villa Pontinos. Se non sto attenta me li ritrovo nascosti in valigia destinazione Torino…

   
 Anche se un po’ mi dispiace aver rinunciato ad Atene per continuare il soggiorno marittimo, devo dire che ne è valsa la pena. La costa da queste parti è molto turistica ma sia mare che spiagge sono imbattibili. E se ad affermarlo sono due sardi vuol dire che è vero! Per il secondo giorno in Argolide abbiamo scelto la costa di Tolo, vicino Nafplio. L’idea era quella di fare mare e poi i turisti in serata, mangiando fuori alla ricerca della solita taverna zozzona. Poi siamo arrivati nella Riccione con il mare bello e niente, addio gita culturale.

1. Ombrelloni gratis again

Anche da questa parte del golfo si è scelto di rendere gratis ombrelloni e lettini in cambio di una consumazione. Inoltre le infrastrutture sono ottime e nuovissime. Dico soltanto che abbiamo percorso metri e metri e metri e metri prima di trovare un buchetto dove metterci, al ristorante Ultopia. Poco distante dei giochi galleggianti per bambini fighissimi, roba che in Italia sarebbero inavvicinabili mentre qui con 5 euro te la cavi tutto il giorno. Per capirci una struttura da Giochi senza Frontiere sull’acqua. Micol e Stefano ci hanno fatto una capatina di quasi due ore nel pomeriggio e la mia piccoletta, che ormai è spericolata come in Barriera di Milano si conviene, ha percorso a piedi un salsiccione dando tante di quelle panzate che Paperissima avrebbe potuto vivere di rendita per mesi. A Utopia ho mangiato le polpette di zucchine più buone del creato. Sarà il nome…

   
 
2. Casette votive sulla via

Come nel nostro meridione, anche in Grecia spuntano come funghetti religiosi le casette votive lungo le strade, al lato destro della carreggiata. Possono essere di metallo, di mattoni, ma tutte sono concave all’interno, per ospitare santini o fotografie di defunti o lumini, e tutte hanno una grossa croce sopra.

   
 
3. Croci lampeggianti

Sulle chiese, come già detto disseminate in gran quantità su tutto il territorio del Peloponneso (suppongo anche nel resto della Grecia, comunque), campeggiano delle croci. Ovvio, penserete voi, le chiese cristiane si riconoscono dalla croce sul tetto, simbolo di riconoscimento per i fedeli che così possono identificare il luogo di culto anche in terre sconosciute. Ebbene, in Grecia le croci sono luminose così da essere visibili anche con la nebbia e al buio. Sarebbe una cosa funzionale se non fosse che certe chiesette, da lontano, dopo il crepuscolo, sembrerebbero più dei tabacchini architettonicamente pretenziosi.

  
4. I piatti nella rastrelliera

Un mese prima di partire ho giustiziato una dozzina di piatti per he, impilati l’uno sull’altro, poggiavano su di un fondo instabile che sotto quel peso, ha dato via libera al crollo della torre pisana di ceramiche. L’epilogo è ovvio. Ebbene, in Grecia ho notato che utilizzano la disposizione verticale dei piatti. Magari qualcuno la utilizza pure in Italy, ma io non li ho mai visti disposti in questo modo fino a che non sono giunta in Ellenic place.

  
5. Goodbye Miloi, a presto Grecia

Domattina si parte all’alba. Anzi, prima. Con Mareblu si correrà ad Atene dove il volo delle 9.45 ci riporterà in Italia.

Ciao Villa Pontinos, ciao micetti, ciao Grecia. Ieri sera una cena ruspante, stasera moussaka come se non ci fosse un domani. Ciao birra Fix, ciao Parakalo.

   
 
A presto.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...