Catechismo sì o no? Dibattito interno tra una madre progressista e una molto meno

  
Io parlo da sola. Spesso. Lo faccio soprattutto quando sono incazzata, ma bisbiglio tra me e me pure per accompagnare i vari passi di un procedimento, tipo ricetta. Lo zenit dell’interlocuzione intestina lo raggiungo quando devo decidere da che parte stare, se da una parte necessariamente devo approdare, o comunque quando devo prendere per forza una strada. Situazione che, da separata, mi capita piuttosto di frequente.

Tutta ‘sta premessa per introdurvi uno di questi altissimi dibattiti, nati nella notte dopo che mia figlia Micol, a tavola, lancia sorridendo la bomba chiamata CATECHISMO. La deflagrazione è stata così potente che io sento ancora la puzza della polvere da sparo, in cucina, e sono sicura non sia la pizza dimenticata nel forno.

Facciamo finta di essere dal parrucchiere, sotto il casco per la permanente. Sono in due a parlare MadreMontessorianaGorettianaCalcuttiana, per gli amici MMGC, e ProgressistaMaMoAncheBasta, PMMAB.

MMGC: “Ieri Micol ci ha messe davanti una questione da risolvere. Dobbiamo lavorarci su e provare a prendere la decisione migliore, sapendo che non siamo noi e non è la nostra vita quella da indirizzare”.

PMMAB: “Sì, quando poi viene il momento ci pensiamo. Micol tutti i giorni ci mette davanti questioni spinose, take it easy”.

MMGC: “A me pare che il momento sia arrivato: se ha tirato fuori l’argomento davanti mamma, che era l’unica credente della tavolata, forse qualcosa vorrà pur dire”.

PMMAB: “Vuole dire che Micol è paracula e che ha bisogno di una sponda: mia madre per questo calza a pennello, visto che si adorano. Io sul catechismo ho un’idea precisa e non credo che la cambierò facilmente”.

MMGC: “Ovvero, nisba. Perché non credi, perché detesti le suore quasi quanto la Juve, perché…”.

PMMAB: “Nisba perché non è battezzata per un motivo, e non per un capriccio, perché vuole andare a fare catechismo solo perché ne parlano le sue compagne, perché le suore le odio PIÙ della Juve”.

MMGC: “Sì, ma lei non è te. Tu odi le suore, tu non credi. Micol è un essere indipendente da Santisella che dovrà prendere la sua strada. Per la tua intolleranza rischi di fare esattamente come i cattolici, ovvero negare l’individualità di ciascuno, nello specifico di tuo figlia, facendo dominare la tua. Perché ritieni di essere nel giusto, perché pensi che i credenti siano imbecilli e anche pericolosi. Solo perché sei la madre non puoi pensare di essere colei che tutto sa“.

PMMAB: “Senti, abbella lavanderina, io sono la mamma e non ho bisogno di autorità per dimostrarlo. Sai benissimo che tipo di rapporto ci sia con le bambine: a viso aperto, senza alcuna bugia (anzi due: Babbo Natale e la Befana). Un rapporto difficile da governare, a volte. Quando sparare una cazzata sarebbe più facile che ammettere di aver deciso di lasciare il padre, di chiudere il negozio, di avere ogni tanto pochi soldi, di essermi innamorata nuovamente. Con tutte le conseguenze delle scelte e delle affermazioni, io ho scelto questa strada con Micol&Alice. Quindi poche fesserie: io non credo in nessun Dio e non l’ho mai nascosto. Non pretendo di avere ragione e non provo a catechizzare mia figlia. Ha chiesto di fare religione a scuola e non ho avuto problemi a dire di sì, ma il catechismo è indottrinamento, è un percorso che Micol non è in grado di scegliere consapevolmente di intraprendere in questo momento”.

MMGC: “E chi lo dice che non è pronta?”.

PMMAB: “Te lo dice la persona che la conosce meglio al mondo. Anche le pieghette più nascoste, anche i pensieri più cupi. Io li vedo. Non è vero che penso che i credenti siano imbecilli. Hanno fatto una strada, un cammino attraverso cui hanno deciso di affidare la loro vita a un’entità onnisciente, una specie di sceneggiatore occulto che ogni tanto sceglie d’intervenire. Proprio quest’arbitrarietà, a un cervello così poco spirituale come il mio, fa incazzare. Negli anni ho scelto di non credere e la Chiesa, che ci tengo a precisare che per me è distinta dalla religione che rappresenta, ogni giorno mi rende felice di esserne lontana anni luce. Proprio per questo, perché tanti credenti sono persone che amo e stimo, credo che Micol non sia ancora una persona in grado di rapportarsi con la fede in modo differente da come si rapporta a Frozen”.

MMGC: “Sarà sempre libera di tornare indietro”.

PMMAB: “Che bella prospettiva: prova a fare la cristiana cattolica poi l’anno dopo mi chiede d’iscriversi a buddismo, poi smette e sceglie un corso intensivo di politeismo delle Bahamas? Bella idea hai tu della religione, della fede”.

MMGC: “Rischiamo che a metterle i bastoni tra le ruote poi s’incaponisca e poi finisca per fare la suora laica. Con i baffi”.

PMMAB: “Rischiamo solo che cresca essendo se stessa, libera di fare tutte le domande che le passano per la mente, senza sensi di colpa se scopa, se beve, se dice una bugia. Sentendosi giudicata da chi peggio si comporta, di nascosto. Il giudizio… Io voglio che Micol&Alice vivano al di sopra di quanto pensa la gente di loro”.

MMGC: “Non è che hai paura che poi invece le piaccia e cresca come una credente?”.

PMMAB: “No, io credo in lei. Credo che sarà in grado di amare le persone indipendentemente se sono divorziati, se sono gay, transgender, se la pensano diversamente. Invece al catechismo questo imparerebbe. Crescerà e allora capirà dove andare: viviamo in una società in cui non è difficile documentarsi. Non le negherò la Bibbia o il Corano, nemmeno il Kamasutra. Potrà leggere e documentarsi. Ma a otto anni, con il miraggio della festa della prima comunione, non la manderò a fare catechismo con una suor Adraiana qualsiasi, ottusa e spaventata dall’intelligenza di Micol”.

MMGC: “Stai nuovamente parlando di te stessa, quando nomini Suor Adriana”.

PMMAB: “Il problema è di chi vede in me solo questo: la stronza con il caratteraccio che non ammette pensieri e parole differenti dai suoi. E invece non è così. E ve lo dimostrerò con una sola parola: vegetarianesimo”.

MMGC: “Cosa c’entra? Quella è una tua scelta”.

PMMAB: “Anche la religione è una scelta: mica appena nasci c’è il cappello magico di Harry Potter che ti comunica la tua confessione! Io credo nella giustizia del mio essere vegetariana: è una scelta, oltre che etica, anche di amore nei confronti del mondo. Ma non ho svezzato da vegetariane le mie figlie”.

MMGC: “Lo sai che è diverso… L’alimentazione è una responsabilità”.

PMMAB: “La storia del fatto che ci sono carenze alimentari dici? Guarda, io e altre migliaia di persone, siamo la dimostrazione che sono tutte cazzate. Ci sono studi scientifici, di scienziati e dottori, non di Wanna Marchi, che dimostrano che se accuratamente bilanciato un regime vegetariano è sostenibile e salutare per tutti. Parliamo di chi è onnivoro e della percentuale di obesi? Non mi pare che da quelle parti si diano segnali di salubrità. Ma lascio stare questo argomento, ribadendo: ho lasciato mangiare la carne alle mie figlie per una scelta mia, di persona, di educatrice, di madre. Offrirò loro ogni strumento per capire, ma la scelta finale resterà loro. Mi parli di responsabilità. E la religione non è una responsabilità? Ma ti guardi intorno? Forse se non prendessimo così poco sul serio quello che la religione si porta dietro, oltre al dichiarato messaggio d’ammmmore, ci sarebbero meno invasati. La religione divide”.

MMGC: “La religione ha unito. I comuni, i paesi: la chiesa era un fulcro dell’attività della comunità, non ci si sentiva soli. Far crescere Micol come una diversa, visto che già ci si sente, forse non è una buona idea”.

PMMAB: “Micol si sente diversa e da madre potrò raccontarle di come tutti siamo diversi. Vuole essere uguale alle bambine che fanno catechismo: lo sai che sono le stesse che la sfottono perché è rotondetta? Perché ha i genitori separati? Celebro le diversità che sono ricchezza, il resto sono cazzate. Poi di tutto questo bisognerà pure discuterne col padre, no?”.

MMGC: “Quello che dice che i fumetti Marvel sono una porcheria e poi fa vedere Antonio Razzi alle bambine su YouTube?”

PMMAB: “Per essere un’ecumenica e socratica progressista sai che sei proprio stronza? Siamo diversi, ma il bene delle piccole rimane sempre prioritario. Magari gliene parlerà Micol”.

MMGC: “Ammazza se brucia ‘sto casco”.

PMMAB: “Mo che lo togliamo voglio vedere se sembriamo più Tina Turner o una pecora merinos”.

MMGC: “Ma chi cazzo ce l’ha fatto fare…”

PMMAB: “Volevi tu fare qualcosa di diverso ai capelli”.

MMGC: “No, intendevo, chi ce l’ha fatto fare a fare le madri così, che spiegano e parlano e parlano e parlano… Sai che belli i tempi del ho detto di no e basta? Ci pensi che serenità, quante seghe mentali in meno, sotto il casco del parrucchiere?”.

PMMAB: “Troppi libri… “.

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