Uomini che non hanno più voglia di fare sesso

  
Come un virus silente e malinconico, il calo di desiderio sessuale maschile si sta insinuando tra le coppie di giovani, tra quelle rodate, nei talami più consolidati. Lo immagino che striscia, millimetro dopo millimetro, e s’infila nelle meningi, prendendo il controllo di quella parte dell’encefalo deputata al ponte levatoio che si trova nei boxer. Da quel momento, game over.

Il ponte smette di alzarsi e di avere voglia di farlo. Al massimo si conserva qualche impennata idraulica dovuta alla pipì.

Insomma, alcuni uomini non hanno più voglia di fare sesso. Così, improvvisamente. Smettono di cercarti, di strusciarsi, di ammiccare. Probabilmente smettono pure di farsi le pippe.

All’inizio non ci ho fatto caso. Pensavo fosse solo il problema di quella mia amica che, raccontava, con due bambine e un lavoro faticoso sentiva di non piacere più al suo compagno. Lei, che aveva avuto disturbi alimentari molto seri e che da poco aveva partorito, si spiegava con il suo lento dimagrimento il calo di desiderio sessuale che coinvolgeva la coppia. Quando ne parlavamo, ogni volta, trovava una giustificazione diversa: le bambine piccole; la cronica lotta con l’evanescenza dei soldi; il lavoro di lui poco esaltante; la mancanza di tempo; l’abbondanza di stress. Ma, sotto sotto, lei sentiva che il problema era soltanto lei e che lui aveva ragione a non voler andare da un dottore per spiegare mesi e mesi d’inattività.

Poi la mia cara amica mi ha confidato che pure sua amica, moglie del cugino di lui, aveva seri problemi di ponte levatoio.

Allora ho pensato potesse essere colpa degli omogeneizzati che i due uomini avevano mangiato da piccoli, non so, una qualche reazione chimica che con il tempo li aveva resi poco desiderosi, quasi asessuati. Roba di estrogeni, di ormoni della crescita. Boh.

Poi, tra un caffè e un aperitivo, anche una ragazza poco più che ventenne ammette che con il suo fidanzato fa l’amore q.b., ovvero quanta basta per non far ricrescere l’imene. Una volta a era geologica.

Il virus non è un razzista anagrafico quindi: colpisce a ogni età.

Con il passare dei mesi, che fosse al lavoro o sul pullman o dal dentista, ho sentito vari mormorii di donne il cui marito o compagno o fidanzato erano stati colpiti da questa trasmutazione genetica paralizzante del pipino. Una transumanza ormonale. L’apice della mia ricerca, il momento in cui ho riconosciuto tutti i segnali di un’epidemia, è stato quando un’altra mia amica mi ha rivelato che il suo compagno lo facevano a singhiozzi. Di settimane. Proprio loro, che potevano partecipare alle olimpiadi di scopata selvaggia.

Certo, viene da pensare che forse i suddetti mariti e compagni e fidanzati potrebbero aver perso interesse per la persona specifica, e non per tutto il genere umano femminile. Sarebbe la solita spiegazione, quella che decenni e secoli di libri e film ci parla di uomini vigorosi e perennemente allupati alla costante ricerca di femmine da intortare prima e poi trombare. Il discorso del prosieguo della specie.

Eppure, anche se in certi casi il tradimento potrebbe essere la risposta giusta, ho continuato i miei studi.

E ho scoperto che il virus dilaga e che gli uomini che ne sono colpiti, vittime del retaggio culturale di cui sopra che li vuole sempre protagonisti di colossali erezioni, negano. Negano l’evidenza. Nascondendosi dietro alibi e giustificazioni che corrodono le coppie e che, soprattutto, non risolvono i problemi.

La cortina di silenzio imbarazzato che circonda questo fenomeno è di quelle da segreto di Stato, il circolo vizioso silenzioso:

  • gli uomini non lo ammettono nemmeno con se stessi;
  • gli uomini non ne parlano nemmeno con gli amici. Anzi, si vantano di trombate memorabili, oppure sorvolano;
  • minimizzano quando le loro donne provano a parlarne: parlano di lavoro/soldi/scarsa intimità/figli/stanchezza e intanto le settimane passano, mentre le donne restano in attesa e si convincono di non piacere più e di non essere abbastanza brave nel risolvere i problemi che non permettono al ponte levatoio di alzarsi;
  • il senso d’inadeguatezza, la scarsa autostima, il senso di competizione fanno in modo che anche con le amiche non se ne parli molto, a meno che le ragnatele sotto il perizoma non siano vicine parenti di quelle del castello di Dracula in Transilvania.

Nell’iconografia sociale, se la cosa capitasse al contrario e riguardasse uomini lasciati a secco di picciottate da parte delle donne (parliamo delle divertentissime barzellette sui mal di testa della moglie?) allora il tradimento sarebbe la naturale conseguenza di questo stato di cose: se ti neghi al consorte il minimo che possa succederti è di avere un chilometro di corna sul capino. Invece… Invece siamo modernissimi sotto tanti punti di vista, ma quando si parla di sesso siamo rimasti un tantinello indietro. Siamo legati ancora alla diversa conformazione del desiderio sessuale di uomo e donna, quella leggenda metropolitana secondo cui se gli uomini non soddisfano le brame dello scroto, si trasformano in un gremlin. Mentre le donne, che fanno tutto di testa, possono sopportare anche anni di carestia senza risentirne.

Cazzate. Utili a giustificare orgasmi femminili lontani anni luce, indispensabili per mascherare relazioni di convenienza. Per entrambi.

Il virus è forte del silenzio, quindi, e le vere vittime sono proprio quegli uomini che pur di non affrontare una cura, ma ancor prima una diagnosi, si accontentano di far finta di niente.

Io credo ci voglia coraggio. Insomma, siamo davanti un cambiamento epocale nella già complicata relazione tra femmine e maschi. Qua si stanno riscrivendo le regole del gioco e senza istruzioni si naviga s vista. Con gli iceberg all’orizzonte. Avete mai provato a montare un mobile Ikea senza istruzioni? Se già con il libretto e i disegnini capita il più delle volte di essere avvolti dalla frustrazione, figuratevi senza.

Allora forse la soluzione, o parte di essa, potrebbe essere di spogliarci completamente delle sovrastrutture che nei secoli dei secoli ci hanno vestiti come armature, pronti alla battaglia.

Uomini&Donne sono roba diversa, sotto ogni punto di vista. Ma forse, e dico forse, invece di ripartire dalle differenze bisognerebbe ricominciare da cosa ci accomuna. Soprattutto se sono sentimenti. Me lo insegna Micol quando, al mare in Grecia, si avvicinava a bimbe e bimbi allo stesso modo, in comune con loro la voglia di giocare. Senza pensare alla lingua diversa, al sesso diverso, all’età diversa. Ma soltanto alla stessa voglia di divertirsi.

Quindi, se pesa la mancanza di desiderio sessuale nei confronti della compagna, perché gigioneggiare lasciando trascorrere il tempo? Perdendo energie più utili alla soluzione del problema, piuttosto che al suo mimetizzarsi nella quotidianità?

Che sia finito l’amore, che siano i soldi il problema, che lo siano i parenti invadenti o i figli onnipresenti. Qualsiasi sia il motivo per cui l’idea di trombare vi solletica come quella di andare alla posta, allora parlatene!

Sconfiggete il virus, riattivate il ponte levatoio. Siate uomini, porcacciamiseria!

PS Persone e luoghi citati sono frutto della mia fervida immaginazione. O forse mi piace crederlo.


Annunci

3 pensieri su “Uomini che non hanno più voglia di fare sesso

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...