La Triade combatte la paura e si tuffa nell’umanità 

Io non ho paura.

La paura è invalidante. La paura è ladra. Di momenti, di gioie, di attese. La paura paralizza. La paura instupidisce.

Da dieci giorni sento scempiaggini su quanto accaduto a Parigi. Ascolto analisi sociopolitiche da chi fa fatica a sapere dove si trova la Siria, sul mappamondo. E non si tratta di snobismo: nel momento in cui vengono utilizzate le sestine di quel tossico di Nostradamus come lenti per leggere la situazione, sarete d’accordo con me che mi sia concesso almeno un imbarazzato stupore.

La paura ha anche una parte sana, quella che ci preserva dalla morte. Il più possibile. Quella che non ti fa asciugare i capelli mentre fai il pediluvio. Che non ci fa attraversare la strada bendati e con nelle cuffie i Black Sabbath a tutto volume.

Poi c’è quella che ti confonde. Che ti sussurra di non innamorarti più se in passato hai sofferto tanto. Che ti fa inventare un allarme terrorismo da diramare via whatsapp solo per non far uscire tua figlia con gli amici. Che ti fa allontanare da un arabo qualsiasi che legge un qualsiasi libro in arabo e ha nello zaino un qualsiasi pasto. Mentre va a lavorare in tram. Come me. E come te.

Quest’ultima paura va combattuta. Annientata.

La triade ha riflettuto moltissimo sui sistemi per sconfiggerla, dopo averla guardata in faccia più di una volta in questi anni. Il segreto? Capire di cosa esattamente si nutre quella specifica paura.

In questo caso, la più atavica: quella di morire. Per mano di qualcosa che non si capisce, per ragioni ancora più incomprensibili.

Ecco quindi che la Triade, capitanata dalla frizzante Micol, ha tirato giù un vademecum insieme a un’idea strepitevole.

Noi non abbiamo paura e quindi:

1. studiamo lo spagnolo. Abbiamo deciso di rituffarci su Babbel e studiare, tutte e tre, lo spagnolo. Che, converrete, è una lingua che si parla in tanti posti del globo e per noi italici non rappresenta uno scoglio inarrivabile. Anche Alicetta potrà riuscirci. Insieme alla lingua impareremo le abitudini, la storia, la vita delle popolazioni che parlano spagnolo. Grazie a questo un pezzetto di paura lo annegheremo nella sangrìa.

2. mangiamo straniero. Compatibilmente con la pazienza del mio bancomat ci siamo ripromesse di mangiare strano. O di cucinare strano e diverso. Perché sia sempre più normale. La Triade sfrutterà qualsiasi sito per principianti e, soprattutto, vi chiederà supporto con ricette e tutorial per saggiare tutti i gusti del mondo.

3. cerchiamo amici di penna. Micol soprattutto, cerca amiche e amici di penna. Perché le piacciono le persone e perché l’umanità l’incuriosisce. Allora, visto che ho tanti contatti con figli della sua età più o meno, 8 anni, perché non creare un circuito di piccoletti che si raccontino e si conoscano, entrando anche in contatto con il rapporto epistolare? (ma senza snobbare le email, strumento per cui è ancora piccina)

  
Noi ci stiamo provando, magari un piatto uzbeko non cambierà il mondo. Ma migliorerà di certo il nostro.

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